Una riflessione sulla conferenza che si è svolta il 18 Dicembre 2011 all'Aquila, con Antonello Caporale. di Lina Calandra “Ma com’è la situazione all’Aquila, adesso?” Mi capita di sentirmelo chiedere quando vado in giro da qualche parte, anche se, per la verità, mi capita sempre meno e ammesso che qualcuno ricordi ancora o sappia che la mia città non è ricostruita, che il mio quartiere è per gran parte vuoto, che la mia casa deve essere abbattuta. Puntualmente, e in maniera un po’ stizzita, rispondo: “Non lo so”. Per tagliare corto, per trattenere l’urlo, per vergogna. La verità è che…
Di Enrico De Pietra Ieri Chiodi è tornato a tuonare contro il Comune dell’Aquila per il mancato avvio della ricostruzione del centro storico: "Qui all'Aquila – ha detto - c'è stato sempre il timore che certe cose fossero espropriate. Che la comunità aquilana, il Consiglio comunale, non fossero messi in condizione di operare. Invece sono messi in condizione, solo che non vediamo niente". Il riferimento di Chiodi è al famigerato Piano di ricostruzione che il Comune non ha ancora presentato. Certo, è vero che il Comune è un facile bersaglio, perché ce la sta mettendo davvero…
di Stefano Ventura Ogni evento fuori dall'ordinario si colloca nel tempo in cui accade. A maggior ragione un terremoto interviene a fare tabula rasa di una comunità, delle dinamiche e delle abitudini della gente che lo subisce, offrendo uno spazio di infinite possibili alternative. Per questo chi in quel periodo si trova in una posizione di responsabilità, in particolare i governi territoriali e nazionali, hanno il compito di scegliere il destino di una ricostruzione, tanto più incisivo quanto più distruttivo è stato il sisma. Anche il terremoto del 2009 in Abruzzo non ha fatto eccezione. Una cosa è apparsa…
Il piano terra era stato completamente nascosto alla vista dei passanti dalla crescita sconsiderata del cespuglio del giardino, un giardinetto sottile come un balcone e che costeggiava l’appartamento per metà del suo perimetro, mentre l’intera palazzina ne era delimitata per circa un terzo. Più che di un cespuglio si trattava di una vera e propria piantagione, di quelle d’alloro solitamente rese quadrate da buone cesoie e mai più alte di qualche centimetro della balaustrina o dell’inferriata che ne segnano i confini, utilizzate a delimitare il giardinetto di un palazzo. Qui invece quella tipologia di pianta arrivava dal pian…
Il luogo su cui si decide di lasciar scritto il proprio pensiero ha un profondo significato. Persino al di là delle nostre intenzioni. Se scrivo queste parole su un quaderno, con la mia grafia, è evidente che lo faccio per me, per me solo. Dato che il quaderno è nella mia esclusiva disponibilità, e la mia grafia può non essere del tutto intellegibile. Le motivazioni per le quali scrivo, magari attengono alla psicanalisi. Se invece scrivo le mie parole sui muri, è evidente che intendo lanciare dei messaggi. E scelgo anche uno stile. Sintetico. Degli slogan. Il cui obiettivo,…
Uno spunto di riflessione dal postsisma dell'Irpinia Vivo a Palomonte. O meglio qui ho trascorso la prima parte della mia vita. In questo paese ho imparato a scrivere e leggere (ho iniziato a parlare e camminare a Vespolate, agglomerato di case della Pianura Padana dove i miei si erano trasferiti per lavorare), visto i cartoni animati, festeggiato i miei compleanni più belli, ascoltato per la prima volta De André, dato il primo bacio, letto “Cent’anni di solitudine”, mi sono connesso per la prima volta alla rete, imparato a guidare, votato per esprimere le mie idee, condiviso giorni e giorni con…
Consorziamo ? ovvero I dubbi di un terremotato del centro storico dell'Aquila di Giuseppe Alesii (1) “Consorziamo ?” chiede ammiccante l'avvenente signorina in sottoveste nella pubblicità di una nota marca di tonno in scatola. Si parva licet ..., in questi giorni molti proprietari di immobili nel centro storico dell'Aquila raggruppati in aggregati, ovvero unità di minimo intervento per la ricostruzione, si trovano di fronte alla richiesta di aderire ai consorzi. Questi istituti, di diritto privato, sono una forma di organizzazione dei proprietari in vista di un intervento unitario sui loro immobili considerati come un'unica struttura che non può essere…
Sono due anni, che lavoro in Abruzzo. Da tanto tempo volevo scrivere quello che pensavo, ma la pigrizia (chi mi conosce sa, che la mia forma per esprimermi è visiva e non orale) la mancanza della totale padronanza della lingua Italiana ed infine il poco tempo… So che alcuni miei pensieri non saranno ben graditi, ma ho sempre detto quello che pensavo, senza mezzi termini e me ne assumo le conseguenze. Prima di tutto mi sono profondamente scocciata di sentirmi dire quando esprimo un pensiero che non è gradito, tu non sei Aquilana e non puoi capire. Vero non sono…
E’ inutile. Per quanti sforzi faccia, continua a sfuggirmi il motivo di tanta ostinazione. Perché i commercianti del mercato di piazza Duomo sono così ostinati nel non voler tornare in centro? Di cosa hanno paura? In questi due anni hanno accettato, o forse subito, una vera e propria diaspora, dispersi tra Pettino, l’Acquasanta, la Villa comunale, persino negli slarghi lungo le strade di accesso alla città. Eppure avrebbero potuto essere i primi commercianti del centro storico a tornare nel loro habitat naturale, quella piazza Duomo che da molti mesi non ha più alcuna controindicazione ad ospitare di nuovo il mercato.…
Sono ancora lì. Dopo 365 giorni esatti sono ancora lì. Magari arrugginite, rese irriconoscibili dal tempo e dalle intemperie, affastellate le une alle altre, ma sono ancora lì. Le chiavi, anzi, le “1000 chiavi” che il 21 febbraio dell’anno scorso gli aquilani affidarono alle transenne che separavano i Quattro Cantoni dal resto del centro storico fanno ancora bella mostra di sé. Sono solo un po’ invecchiate, come del resto le speranze e le paure di noi aquilani in questi ultimi 12 mesi, ma restano lì, abbarbicate all’alluminio di quelle due o tre transenne. Sono spariti, nel frattempo,…